Il segreto di una campagna di marketing di successo nel 2019? Come nel settore immobiliare: tutto dipende dalla location! I consumatori (all’estero almeno) sono abituati ad utilizzare Uber proprio nel punto in cui si trovano. Navigano tra le recensioni di Tripadvisor e TheFork per trovare i locali più appetitosi nelle immediate vicinanze e trovano i parcheggi disponibili grazie alle app mobile.

La conseguenza è che i consumatori si aspettano che anche i brand forniscano lo stesso livello di geolocalizzazione nei messaggi.

Ecco perché i digital marketer continuano ad aumentare il budget destinato al geotargeting: La spesa per gli annunci geolocalizzati genera solo negli USA $26,5 miliardi di dollari, con una proiezione di $38,7 miliardi per il 2022. I brand stanno anche cercando di catturare tutti i dati possibili sulla posizione dei propri clienti. Tra i retail marketer leader nel Regno Unito, il 36% ha indicato ‘la costruzione di audience secondo una geolocalizzazione accurata’ come il beneficio chiave dei dati di geolocalizzazione, mentre il 28% ha indicato il tracciamento preciso dei passi.

Oltre a questi insight, i dati di geolocalizzazione permettono un'interazione divertente sul posto. Basti pensare al successo clamoroso di qualche tempo fa di Pokémon Go, 100 milioni di giocatori e un’interazione arricchita dalla Realtà Aumentata. Allo stesso modo ASDA, cliente di Selligent Marketing Cloud e catena di supermercati molto conosciuta nel Regno Unito, ha lanciato una campagna pasquale basata sulla geolocalizzazione che è diventata subito virale.

Senza indugiare oltre, ecco tre ragioni per le quali ci entusiasma parlare di Location-based Marketing o Marketing Geolocalizzato:

1. I dati di geolocalizzazione sono diventati mainstream. I dati provenienti dal GPS (da segnali di localizzazione sempre attivi) vengono usati dal 70% dei marketer per il marketing geolocalizzato, mentre il 58% si affida al Wi-Fi. Oltre il 30% delle ricerche su Google coinvolge la geolocalizzazione, mentre le piattaforme social e un'ampia gamma di app catturano anch'essi la posizione degli utenti. Conseguentemente, i dati di geolocalizzazione sono ampiamente disponibili (se sei riuscito ad ottenere l'opt-in, ovviamente).

2. I dati di geolocalizzazione funzionano. Ecco i numeri: il 53% degli inserzionisti attribuisce tassi di conversione maggiori agli annunci basati sul targeting per località. Inoltre, i consumatori non hanno problemi a condividere la propria posizione: Interrogati su quale tipo di dati personali vorrebbero cancellare in una richiesta relativa al GDPR, il 61% dei consumatori in Europa occidentale ha indicato identificatori personali quali il numero di passaporto, ma solo il 9% vorrebbe eliminare i dati passati sulla posizione.

3. I clienti pretendono messaggi rilevanti basati sulla loro posizione. Se i marketer negli ultimi anni hanno cercato faticosamente di fornire personalizzazione, ora l'attenzione si sta spostando sui messaggi di marketing guidati dalla geolocalizzazione. Perché? Perché i consumatori “entitled” di oggi vogliono offerte personalizzate e contenuto mobile live basati sulla loro posizione geografica e il 42% utilizzerebbe maggiormente un'app se questa offrisse una personalizzazione basata sulla posizione.

Rispettare questa promessa richiederà piattaforme di marketing che sappiano combinare dati personali azionabili e funzionalità omnichannel complete, per raggiungere i consumatori sul canale giusto, al momento giusto, nel posto giusto!

Extra Space Storage, utilizza le funzionalità della nostra piattaforma di marketing per offrire comunicazioni personalizzate basate sulla posizioni ai suoi clienti attraverso SMS ed email. Nel giorno del trasloco, i clienti ricevono messaggi con dati sul meteo, oltre a una mappa che indica la sede di Extra Space Storage più vicina, il tutto in tempo reale. Hanno traslocato anche i tassi di conversione attribuiti alle email: di oltre il 50%! Scopri di più scaricando il caso di studio di seguito.

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