Come funziona il retargeting? E quali possono essere delle tecniche da mettere in atto per migliorare l’efficacia di una campagna di retargeting marketing?

Quando si capisce che un utente è interessato ai servizi o ai prodotti offerti dal proprio brand, è possibile mettere in atto una serie di campagne di annunci pubblicitari personalizzati che possano incoraggiarlo a proseguire con l’acquisto. Questa attività viene definita retargeting, ovvero la possibilità di tracciare gli utenti e le loro abitudini e comportamenti di navigazione tramite cookies, e procedere poi con la realizzazione di annunci specifici sulla base di quanto hanno visualizzato.

Negli ultimi anni il retargeting è diventato un canale di marketing molto utilizzato nelle strategie, insieme a SEM ed email marketing.

Questo perché può rappresentare un metodo molto efficace per aumentare le conversioni e convincere i clienti a tornare sul proprio sito web. Diversi studi e ricerche hanno dimostrato come difficilmente le persone che fanno una prima ricerca di prodotti e servizi poi convertano immediatamente: in base anche al settore merceologico, dal 95 al 98% degli utenti abbandonano il sito senza completare l’azione intrapresa, che può essere effettuare un acquisto, compilare un form o simili. Ecco quindi una serie di consigli e suggerimenti per mettere in atto una strategia di retargeting marketing che agganci nuovamente gli utenti per trasformarli in clienti.

Audience retargeting, come funziona e come realizzare una campagna performante?

Il retargeting marketing rappresenta una forma pubblicitaria online con cui è possibile mantenere il brand visibile agli occhi degli utenti, anche dopo che hanno lasciato il sito web di riferimento: in questo modo si ha infatti la possibilità di rivolgersi ai navigatori sulla base dei loro precedenti comportamenti online.

Il retargeting è quindi una strategia efficace in quanto consente di ottimizzare la spesa pubblicitaria, andando a intercettare soltanto coloro che hanno già familiarità con il brand e/o hanno di recente mostrato interesse verso lo stesso. Il retargeting è basato sulla profilazione di cookies, con cui viene utilizzato un codice Javascript anonimo per seguire il pubblico sul web. Ma come funziona esattamente il retargeting? Per prima cosa è necessario inserire una stringa di codice, detto pixel, sul proprio sito web, ovvero un codice generato quando viene attivata una campagna.

Il pixel non è percettibile dai visitatori e non influisce sulle prestazioni del sito. Ogni volta che un utente nuovo accede al sito, il codice rilascia al browser un cookie anonimo. Successivamente, quando i fruitori che sono stati tracciati da questo cookie navigano sul web, il cookie permette al fornitore di pubblicare annunci che vengono mostrati soltanto alle persone che hanno già visitato il sito web del brand. Vi è insomma una raccolta di dati e input degli utenti simile a quella che è possibile riscontrare in una piattaforma di customer data.

Quando si parla di retargeting, inoltre, un primo consiglio per creare una strategia che possa funzionare è quello di impostare un limite di frequenza: questo significa che gli utenti non dovranno essere colpiti da tutti gli annunci, ma soltanto da quelli di loro reale interesse, per non correre il rischio che a lungo andare ignorino le campagne advertising del brand. In questo senso bisognerà ricordarsi di implementare il burn code nella Thank you page. Grazie a questo frammento di codice inserito nella pagina che compare alla fine della conversione, verranno rimossi dalla campagna di retargeting quegli utenti che hanno completato l’azione desiderata.

Un altro suggerimento è poi quello di segmentare l’audience di riferimento, in modo da creare dei messaggi quanto più personalizzati possibile. In questo senso, andranno inseriti diversi pixel su pagine differenti del sito, e resi specifici i messaggi basandosi sul grado di coinvolgimento a cui si punta.

Retargeting marketing, altri consigli per migliorarne l’efficacia

Una campagna di retargeting marketing può essere resa più efficace poi andando a scegliere i posizionamenti degli annunci, in modo da avere una maggiore copertura e aumentare il rendimento. È possibile costruire annunci mirati in base a:

  • informazioni demografiche, come età o sesso;
  • fattori contestuali, come un argomento principale in un sito;
  • dati geografici.

Un suggerimento ulteriore è poi quello di scegliere un unico provider per le proprie campagne di retargeting. Se ne vengono scelti diversi, infatti, si corre il rischio che gli annunci vengano mostrati sugli stessi circuiti, andando ad aumentare i costi e perdendone l’efficacia. Un consiglio finale riguarda la personalizzazione e l’aggiornamento della grafica dei banner promozionali: quest’ultima andrebbe modificata ogni 3 mesi circa, per mantenere alto il rendimento degli annunci per tutta la durata della campagna ottimizzando al massimo il ROI.

In ultima analisi, esistono anche dei tool che, in maniera del tutto organica, permettono di tracciare la navigazione di utenti anonimi e identificati sul proprio sito web o e-commerce e, di conseguenza, di personalizzare alcune porzioni del proprio sito web per creare un’esperienza su misura per ogni utente sulla base del suo comportamento di navigazione. Questa funzione è particolarmente utile se si vogliono abilitare offerte o contenuti specifici solo per alcune audience. I vantaggi includono la possibilità di scoprire e sviluppare nuovi segmenti e aumentare le vendite.

 

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